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Diario
di bordo
(inizio della stesura nel luglio 2003)
Si
tratta di un diario commentato: la cronaca ha senso se qualcuno
la interpreta e io cerco di interpretarla per me stesso e per
coloro che desiderano discuterne con me.
Tra
l'altro: quel che sta scritto in questo sito dipende esclusivamente
dalla mia responsabilità e non coinvolge alcuna altra persona,
anche se citata nella descrizione dei fatti.
Giorgio Comi
1
luglio 2003
Oggi a Mendrisio esiste un'Associazione, che profitta positivamente
di uno slancio raccolto un anno prima, allorquando un gruppetto
di giovani aveva presentato e poi abbandonato un progetto d'utilizzo
degli spazi de La Colonia. Lo slancio, dicevo, è stato
mantenuto da un gruppo di persone che hanno visto sfumare, per
motivi ragionevoli, non c'è dubbio, una possibilità
quasi unica.
Flash
back
Certo, prima ancora, altri gruppi, con altri nomi avevano tentato
di aprire una via autogestita, ma qui siamo confrontati con
un giro di boa: la rinuncia al progetto la Colonia non ci lasciò
indifferenti e decidemmo di muoverci.
Invitammo
alcuni giovani per discutere di un possibile Centro d'attività
giovanili.
Il gruppo di giovani, con età dai 15 ai 19 anni, si mise
di buona lena e nel giro di poche settimane ecco costituita
l'Associazione Alicante, con qualche sostegno e spinta, ma in
buona sostanza, come frutto del lavoro e del confronto di un
gruppetto di giovani del Mendrisiotto.
Dopo di che, una raccolta di firme e alcuni impegni assunti
sul territorio consolidano le basi del gruppo Alicante.
Ed ecco l'occupazione.
Il gruppo di giovani che aveva rinunciato al progetto La Colonia,
occupa lo stabile e ne chiede la possibilità d'uso.
La vertenza, delicata, mette a confronto il gruppo di giovani
con il Municipio di Mendrisio e con il Consiglio di Stato.
Lavorando su diversi piani, abbiamo allora tessuto una rete
di contatti e verificato una serie di opzioni, ben sapendo che
il tempo era limitato e che lo sgombero forzato si stava preparando.
Tra l'altro occorreva anche trovare una soluzione nella relazione
tra il gruppo Alicante, la cui esperienza veniva interrotta
dopo poche settimane, dagli eventi in corso. I giovani di Alicante,
a seguito di discussioni con gli occupanti e di un confronto
interno, decidono di rinunciare al progetto che stavano sviluppando.
L'associazione interrompe le proprie attività.
Il
risultato, ottenuto con un lavorio continuo di relazioni umane
è lì da vedere. L'associazione La Colonia, costituitasi
nel frattempo, è rientrata nel gennaio 2003 e ha avviato
le proprie attività negli spazi inizialmente occupati.
Il Municipio ha ricevuto in consegna lo stabile, che è
di proprietà del Cantone, e l'ha affidato all'Associazione
La Colonia.
25 luglio 2003
La disdetta è stata inviata da qualche settimana. Il Municipio
di Mendrisio l'ha segnalato a La Colonia. Intanto i giovani hanno
chiuso le attività, per il periodo estivo.
Decidiamo di trovarci per valutare la situazione, pur sapendo
che buona parte delle persone del gruppo di sostegno sono in vacanza.
In sei ci si ritrova alla Colonia e poi ci si confronta con il
gruppo, per valutare come muoverci.
Decidiamo
di segnalare la nostra preoccupazione con una
lettera inviata alle autorità e agli organi di stampa.
28
luglio 2003
a seguito della lettera, Giorgio prende contatto con il direttore
del DECS, Gabriele Gendotti, per avere informazioni di prima mano
e chiedere un appuntamento, durante il quale presentare le idee
e le preoccupazioni del Gruppo garante. La riunione è fissata
per mercoledì 27 agosto, nel pomeriggio. Tra l'altro il
Consigliere di Stato incontrerà in quella mattinata il
Municipio di Mendrisio, per la stessa questione.
Informazioni
dalla telefonata: La domanda di costruzione per riattare la
Colonia, in vista di insediarvi la Scuola superiore di formazione
sanitaria (SSFS - oggi a Stabio) viene depositata entro fine
mese.
Le ferrovie sono disponibili a rinnovare il diritto di superficie
per il sedime occupato dallo stabile exFOFT.
Dalla telefonata emerge che si sarebbe un po' di tempo nella
procedura d'acquisizione dello stabile Foft (Ufficio giovani?
Municipio di Mendrisio?)
- forse si puntava sull'idea che la
Colonia potesse restare per il progetto "giovani"!
Con 600.000 franchi lo stabile exFOFT verrebbe messo in stato
di sicurezza e agibilità, gli impianti di riscaldamento
ed elettrico sarebbero rinnovati.
Nel
frattempo Giorgio sente anche Ivan Pau Lessi, che conferma sostanzialmente
quel che sta succedendo, indicando che, già nel corso della
discussione con il primo gruppo che aveva presentato il progetto
d'utilizzo della Colonia era stato chiarito che il contratto avrebbe
avuto durata annuale e che sarebbe scaduto verosimilmente nel
2005, visto il progetto (a piano finanziario cantonale dal 2000!)
di rinnovo dello stabile per la SSFS.
La
stessa sera Giorgio è chiamato da Simone Soldini, Responsabile
della commissione giovani del comune di Mendrisio, per invitarlo
ad un incontro - che in effetti sarà con la Commissione
giovani stessa. Giorgio accetta, fa circolare l'informazione,
così che Raul può partecipare e anche Loris Viviani
e Guido De Angeli, dell'Associazione La Colonia sono presenti.
Il verbale dell'incontro è stato inviato da Giorgio all'indirizzo
dell'Associazione.
In
sintesi: Il municipale Cesare Sisini e la Commissione sono preoccupati,
perché non sanno bene cosa fare e che cosa succederà,
a seguito della disdetta, prevista per fine anno.
Giorgio ricorda ai presenti gli elementi che ha raccolto nei
giorni precedenti e cioè:
- la ristrutturazione dello stabile e la destinazione scolastica
erano dati ufficiali dal 1999
- il piano preventivo cantonale indica 3 milioni di franchi
per questo progetto
- Pau Lessi aveva discusso di ciò con i giovani del progetto
"Colonia1"
Si
formulano delle ipotesi di varia natura, dalla proposta di spostare
la scuola nello stabile exFOFT (vedere la Scuola professionale
di Lucerna, nella stazione stessa) <Giorgio>, all'idea di
proporre la Casa vescovile di Balerna per la scuola (interesse
di permuta del vescovo, in cambio di uno stabile a Lugano, di
proprietà del cantone) <Raul> e anche valutare se
nel comparto RIRI - Stazione vi sia una possibilità interessante
per la Scuola <Sisini>.
Resta
l'idea che comunque vadano le cose, uno spostamento allo stabile
exFOFT a breve termine non è concepibile, cosa che creerebbe
un vuoto d'attività di parecchi mesi se non di un paio
d'anni (basti pensare alle procedure per il cambiamento di destinazione
del comparto, che non prevede insediamenti di questo tipo e considerare
i probabili ricorsi che verrebbero depositati!).
La
decisione comune è di insistere assolutamente sul mantenimento
delle attività dell'associazione La Colonia nell'attuale
stabile e di cercare di acquisire comunque una proroga del termine
di disdetta, fino a giugno 2004. Si auspica pure di poter portare
all'incontro con Gendotti l'elenco dei circa 3500 aderenti all'Associazione,
che corrispondono alle persone che hanno frequentato finora le
attività proposte a partire da gennaio 2003 e fino a giugno
2003. Non poche!
20
agosto
2003
Fiorenzo invia un invito ai membri del gruppo di sostegno, per
un incontro, che si tiene domenica 24 10.30 alla Colonia. Obiettivi:
- fare il punto anche alla luce di informazioni raccolte da Raul
- definire la delegazione che incontrerà Gendotti
- definire la linea da tenere nel corso dell'incontro.
27
agosto 2003
Daniela, Fiorenzo, Raul e Giorgio incontrano Gabriele Gendotti
e Vincenzo Nembrini. La riunione è stata preceduta da un
analogo colloquio tra il Consigliere di Stato e una delegazione
del Municipio di Mendrisio.
Nel
corso dell'incontro i due ospiti ci chiariscono che:
- il progetto di ristrutturazione dello stabile La Colonia è
a preventivo dal 1999 e che nel piano finanziario cantonale del
2000 è indicata una posta di ??? milioni per trasformare
la Colonia in uno stabile, che accoglierà la Scuola superiore
di formazione sanitaria, attualmente a Stabio.
- la proposta Ex Foft è seria e i dati in mano al Consigliere
di Stato gli permettono di dire che, se il municipio di Mendrisio
accetta la proposta e l'Associazione La Colonia vi aderisce, il
contratto definitivo potrà essere sottoscritto. A riprova
di ciò ricorda che nel piano preventivo cantonale del 2004
è già inserita una posta di 300000 franchi di sostegno
ad attività di ristrutturazione dello Stabile Ex Foft.
Lo stabile verrebbe consegnato nello stato attuale, con il sedime
completamente recintato e con adeguati ripari installati dalle
FFS sul lato dei binari.
Gendotti
aggiunge che, se l'accordo sarà trovato, la disdetta per
lo stabile La Colonia, già inoltrata a scadenza del 31
dicembre 2003, sarebbe posticipata al giugno 2004.
Daniela
e Fiorenzo informano i membri dell'Associazione La Colonia: per
l'informazione partiamo anche dall'idea che il Municipio provvederà
ad informare, dal suo punto di vista, l'Associazione e i giovani.
La giornata si conclude con un incontro alla Colonia
Alle
21.00 del 27 agosto 2003
Daniela
Mombelli, Marco Galli e Raoul Ghisletta hanno incontrato
l'assemblea della Colonia per informarla dell'incontro e hanno
redatto il
presente resoconto. Riteniamo di attendere la presa di posizione
dei giovani
della Colonia prima di riattivarci..
Ecco
il resoconto di Raul
In
data 27 marzo ore 14.00 Daniela Mombelli, Giorgio Comi, Marco
Galli e Raoul Ghisletta hanno incontrato il capo del DECS Gabriele
Gendotti e il capo Divisione formazione professionale Vincenzo
Nembrini. Gendotti ci informati sull'incontro avvenuto in mattinata
tra 4 municipali di Mendrisio, Gendotti, Pesenti, Pau-Lessi, e
in particolare che:
1)
Il comodato per la Colonia è prorogabile sino al 30.6.2004:
da quanto abbiamo interpretato la proroga è possibile solamente
se c'è un impegno consensuale dei giovani a lasciare i
locali liberi, in vista dell'avvio dei lavori per l'insediamento
della Scuola superiore formazioni sanitarie (la domanda di costruzione
è stata presentata negli scorsi giorni), previsti improrogabilmente
per fine estate 2004. Per Gendotti la sede della scuola sarà
definitiva;
2)
Il comune di Mendrisio ha tempo fino al 15 ottobre 2003 per dichiararsi
d'accordo o meno con l'insediamento del centro sociale alla FOFT:
Gendotti ritiene si tratti di un'offerta valida perché
il Cantone garantisce un sussidio del 50% per i lavori pari a
300'000 fr, perché la pianificazione è realistica
(c'è un anno di tempo per realizzare il rinnovo) e perché
è assicurato il coinvolgimento dei giovani nell'allestimento
del centro.
Gendotti
ribadisce che la legge giovani prevede chiaramente che spetta
al Comune o a eventuali associazioni essere operativi (al Cantone
compete solo un eventuale sussidio): spetta quindi al Comune indicare
alternative eventuali alla FOFT.
Vi segnaliamo anche che abbiamo avuto l'impressione che Gendotti
ritenga che un centro sociale non possa rimanere collocato alla
Colonia in quanto si tratta di un'area scolastica. Gendotti non
lascia possibilità di un sostegno a questa ubicazione scolastica,
pur riconoscendo che sinora la Colonia ha funzionato bene.
Una
proposta d'incontro formulata da Giorgio in settembre non può
essere accolta, visti i numerosi impegni personali e politici
di molti membri del gruppo di sostegno.
5
ottobre 2003
Decido
di inviare un mail informativo
Cari
amici della colonia, con indirizzo @ mail
il Municipio di Mendrisio, dovendo dare una risposta definitiva
in merito all'acquisizione dello stabile Ex Foft, entro metà
ottobre, ha organizzato una riunione con l'Associazione La Colonia.
La
riunione inizialmente prevista per martedì 7 ottobre è
stata spostata a martedì 14 ottobre, su richiesta dell'Associazione,
che non avrebbe potuto partecipare il 7 con una posizione definitiva.
Mi rallegro per la disponibilità del Municipio.
Ecco
di seguito tre brevi riflessioni:
- capisco
le difficoltà dell'Associazione a prendere una decisione
così importante. Essa vincolerà per anni l'Associazione
ad un progetto che richiederà un forte investimento in
energie e denaro. E inoltre il progetto iniziale dovrà
essere profondamente adattato alle eventuali nuove condizioni.
Nel caso di accettazione del progetto Foft, se l'Associazione
sarà ancora interessata al nostro lavoro, il gruppo di
sostegno dovrà trovarsi per valutare cosa fare e come organizzarsi.
- riguardando
allo stabile. Ho ricevuto alcuni dati sulla planimetria: credo
sia opportuno accertare l'effettivo perimetro del terreno che
sarebbe assicurato, insieme allo stabile stesso. A mio parere
e se i dati che ho sono corretti, lo stabile avrà un terreno
esiguo, limitato ad un piccolo spazio perimetrale. Ne sapete di
più? Magari per l'Associazione è già tutto
chiaro e la reale situazione della Ex Foft non era conosciuta
solo da me. Mi preoccupo per nulla?
- se
l'Associazione dovesse desistere dal progetto di gestione della
struttura Ex Foft, questo lo sapremo solo dopo la riunione del
14 (magari se lo sappiamo prima è meglio eh!).
Per poter affrontare responsabilmente il tema delle attività
giovanili e autogestite nella nostra Regione, chiedo dunque ai
responsabili dell'associazione di farci avere al più presto
una loro posizione, così da permetterci di sostenere al
meglio la scelta effettuata. In effetti,dopo la riunione del 14
ottobre resteranno poche ore per eventualmente assumere una qualsiasi
posizione. Gli interessi collegati alla realtà giovanile
verrebbero fortemente penalizzati. Le persone interessate alla
tematica generale dei centri sociali d'aggregazione giovanile
avrebbero infatti pochissimo tempo per riflettere e formulare
proposte.
Mi
auguro che l'Associazione trovi una soluzione adeguata per i progetti
che intende portare avanti nei prossimi anni, a vantaggio dei
membri attuali e di tutti i giovani che potranno partecipare in
futuro, assumendo responsabilità organizzative e gestendo
attività culturali e sociali.
14
ottobre 2003
Info
da Giorgio
L'Associazione
La Colonia, per il tramite di Paola Colombo, fa sapere alla Cancelleria
comunale di Mendrisio di non poter partecipare alla riunione indetta
oggi pomeriggio, alle 14.00.
Su sollecitazione di Giancarlo Cortesi, municipale, ho cercato
una spiegazione, telefonando alla Colonia.
Dalla Colonia: risponde Guido che mi conferma l'attendibilità
delle informazioni di Paola Colombo (a quanto ho capito Marco
Molinari non farebbe più parte del gruppo o quantomeno
non tiene più i contatti).
Guido mi dice alcune cose, riassumo quel che io ho capito:
- L'associazione fatica a trovare una possibilità d'incontro
prima delle 18.00, perché le persone sono impegnate
- L'associazione desidera conoscere innanzitutto il parere del
Municipio in merito alla Ex Foft
- Durante una telefonata / o incontro / con Massimo Demenga, Guido,
della Colonia avrebbe capito che al Municipio potrebbe andar bene
di trovarsi anche dopo il fine settimana elettorale.
- L'Associazione ha bisogno di tempo per prendere una decisione.
Stiamo
a vedere cosa deciderà il Municipio
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Diario
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Diario
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Sabato
1° novembre 2003
Informazione
inviata pure per posta elettronica.
Lunedì
3.11. alle 17.30 il municipio di Mendrisio incontrerà
alcuni membri dell'Associazione La Colonia.
L'argomento
conosciuto da tutti - l'interesse dell'Associazione per entrare
in un progetto di gestione e animazione nello stabile EX Foft
- sarà all'ordine del giorno.
Mi
permetto di chiedere a membri dell'Associazione La Colonia di
informarci con qualche riga su quanto stanno decidendo e di
indicarci se l'Associazione ritiene di coinvolgere il gruppo
di sostegno.
Per
parte mia, resto in attesa di una decisione, che il Municipio
prenderà, anche in funzione delle risposte - proposte
che riceverà dall'Associazione La Colonia.
Come
sempre, facciamo circolare l'informazione alle persone che conosciamo,
del gruppo, e che non hanno la posta elettronica
11
novembre 2003
Il
3 novembre il Municipio di Mendrisio ha incontrato una delegazione
dell'Associazione La Colonia.
L'8
novembre un gruppo dei giovani ha visitato ancora una volta gli
spazi ex Foft.
E il
9 novembre, l'Associazione ha inviato una lettera, al Municipio
di Mendrisio.
Con essa l'Associazione comunica al Municipio di declinare l'offerta
di trasferire il loro progetto di autogestione all'interno degli
spazi ex-FOFT, auspicando una collaborazione del Municipio stesso
per trovare possibili alternative.
Niente
altro. Aspetto i comunicati stampa per saperne di più.
Tra
poche righe interromperò il mio diario sulle vicende collegate
al Gruppo di sostegno dell'Associazione la Colonia e, soprattutto,
del progetto socio culturale di autogestione di spazi da parte
di giovani e per i giovani della regione.
Riflessione
4
Il commento lo faccio direttamente anche qui:
-
sono molto deluso da questa "non" soluzione. Il Gruppo
di sostegno non è stato coinvolto, a meno che siano state
coinvolte solo singole persone, il che vuol dire la stessa cosa.
-
chi ha lavorato con me alla ricerca di una soluzione a vantaggio
di un progetto di autogestione di uno spazio socio culturale,
d'interesse pubblico, rivolto ai giovani del territorio e rispondente
alle esigenze e alle reali disponibilità, sa che ho sostenuto
fino in fondo le diverse proposte formulate in questi mesi e che
potevano offrire una continuità al progetto faticosamente
avviato a La Colonia.
-
una valutazione sull'interesse generale del progetto non è
stata fatta, o comunque io non ne ho avuta eco. La decisione di
rinunciare allo stabile ex Foft è a mio parere quasi incosciente.
Lo stabile ex Foft è uno spazio che potrebbe / spero che
ci siano ancora margini per non perdere tutto! / diventare un
luogo di aggregazione, di progettazione e d'esperienza culturale
per giovani e non (penso sempre al circolo sociale), gestito comunque
da giovani.
Per
questo non riesco a capire quali criteri siano stati utilizzati
per declinare la proposta del Consiglio di Stato e del Municipio
di Mendrisio!
Un'Associazione si costituisce per raggiungere degli scopi che
devono avere a che fare con il benessere generale e con obiettivi
particolari.
In particolare la giovane Associazione (La Colonia) ha assunto
una responsabilità non da poco, togliendone tra l'altro
il mandato ad un'Associazione precedente (Alicante), che ha dovuto
lasciarle il posto dopo l'occupazione degli spazi de La Colonia.
Col senno di poi tutti possiamo chiederci cosa sarebbe stato di
un centro gestito da Alicante, con magari progetti meno ambiziosi
ma, chissà, forse con una visione di più ampio respiro
e più adattabile alla realtà.
È
possibile che il Municipio di Mendrisio tenti di salvare la possibilità
d'uso degli spazi dello stabile ex Foft per attività collegate
a progetti giovanili. Sarà dura spuntarla, in assenza di
un progetto e, soprattutto, visto l'abbandono del campo da parte
di coloro che avevano assunto - anche con la forza - il compito
di sviluppare un progetto.
-
forse che lo spazio in se stesso pone problemi a un progetto da
sviluppare su più anni?
- forse che i progetti di alcuni membri dell'Associazione non
collimano con i locali ex Foft?
- forse che ...?
Poco
importa: la scelta dei membri dell'Associazione La Colonia è
più che legittima e non sta certo a me metterla in discussione.
Non mi si chieda però di essere d'accordo sulle scelte
operate. Mi pongo delle domande e credo che siano legittime, quelle.
Mi
sembra incredibile, ma questi sono problemi miei. Un collega,
nel corso di una manifestazione mi diceva: pare impossibile che
lo stabile ex Foft sia ancora libero: Se uno stabile così
interessante fosse situato in qualche paesotto della Svizzera
tedesca ... sarebbe occupato da anni ... per farci quel che si
sta sviluppando a La Colonia
AUGURI
a La Colonia: pare che con la lettera, i membri dell'associazione
auspichino una collaborazione con il Municipio, in vista di trovare
"soluzioni alternative".
Giorgio
Comi
Per
leggere dall'inizio
L'aggiornamento
può essere fatto da ogni lettore di queste pagine, basta
inviare il materiale a
Giorgio
|

Gli
indirizzi del Gruppo di sostegno
|
Domenica
8 dicembre 2002 è stato costituito un gruppo di sostegno.
Chi
fosse interessato a partecipare alle sue (poche) attività
e a ricevere le informazioni che il gruppo raccoglie può
rivolgersi a me.
| Comi
Giorgio |
Via Industria 13
6850 Mendrisio |
091
6467138
091 9607739 |
gioco@ispfp.ch |
Di
fatto il Gruppo di sostegno non ha una struttura organizzativa
o gerarchica, dunque la mia è un'iniziativa personale,
che , per ora è stata accettata da tutti - o almeno: non
ho ricevuto indicazioni contrarie.
Altre
persone del gruppo potranno essere indicate man mano in questo
elenco. Attendo comunque la loro autorizzazione.
|

Gli
indirizzi
della Colonia
|
Per
contattare l'Associazione bastava rivolgersi
a:
(Ora questio indirizzo non è più valido,
forse l'indirizzo mail ha ancora un collegamento)
| La
colonia |
Via
P. F. Mola
6850 Mendrisio |
Riunione
mercoledì
dalle 20 alle 23
091/630 29 49 |
lacolonia@katamail.com |
|
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Una riflessione
personale
Giorgio
Da sempre gruppi
di giovani cercano esperienze d'autogestione.
A 17 anni, abitavo a Chiasso, con alcuni amici, affittammo un
appartamento a Vacallo, suscitando preoccupazione nelle nostre
famiglie e nel contesto in cui comunque continuavamo a vivere
ed operare: l'oratorio cittadino.
L'esperienza durò poco e la faticosa salita che separa
Chiasso dalle parti alte di Vacallo ha certo avuto un ruolo
determinante.
Sta di fatto che di lì a poco uno di noi trovò
quel che fu il nostro ritrovo per i seguenti anni!
Un appartamento integrato in una corte di Seseglio.
Bellissimo! Anche se non me la sento di paragonare quei tre
locali, utilizzati sostanzialmente per organizzare incontri
tra di noi oppure con gruppi di amici, alle esperienze di autogestione
che vivono i giovani de La Colonia.
Ma per me quella era un'esperienza che affiancava un altro tipo
d'autogestione: lavorando nel contesto dell'oratorio cittadino,
ho avuto l'occasione, a partire dai 14 anni, di gestire, insieme
a molti coetanei, una serie di attività con un contenuto
di responsabilità piuttosto alto. Queste attività,
continuate fino all'età di 14 anni, mi / ci hanno permesso
di muoverci in grande libertà nei campi più disparati,
utilizzando infrastrutture rese disponibili dalla comunità,
che si appoggiava, a dirla tutta, sulla figura di Don Willy,
che per parte sua faceva di tutto per mantenere ampio il nostro
margine di manovra.
Parallelamente altri giovani gestivano spazi comunitari o privati.
Ognuno e ogni gruppo aveva trovato una propria strada, chi integrandosi
nel contesto, come nel mio caso, chi cercando piste alternative.
Ogni età e ogni periodo comprende la necessità
di sperimentare e di costruire nuove vie. Oggi a Mendrisio viviamo
a fianco di un'esperienza che merita attenzione. Autogestione
non può mai significare "solitudine" o ripiegamento
su se stessi, e l'esperienza in corso lo prova molto bene. La
vita del gruppo La Colonia è fatta di discussioni interne
e di eventi esterni. Lo scopo principale delle attività
svolte considera un pubblico, invitato a partecipare ad ogni
momento della vita culturale e sociale della Colonia.
Ma chi resta piuttosto fuori dalle proposte non resta indifferente
all'esperienza. Personalmente la carico di molte aspettative,
perché, insieme ad altre forme di aggregazione, concorre
a ristabilire un rapporto di fiducia tra le generazioni, tra
gruppi culturali diversi, su un territorio aperto e disponibile.
Riflessione
2
Oggi, il pianeta
"giovani" è piuttosto variegato. Considera
persone di 14 anni e persone di 30 anni. Oggi forse, la categoria
"giovani" dev'essere rivisitata. Mi chiedo infatti
che senso abbia sostenere progetti limitati ad essi, visto il
ventaglio d'età che consideriamo nel nostro Cantone.
Prima dei 14 abbiamo i bambini e i ragazzi, va bene, per loro
vedo diversi progetti che si muovono e che sono "accettati"
dalla comunità.
Poi se guardo quel che avviene nella fascia dei giovani, appunto,
incontro diverse attività "per i giovani",
moltissime associazioni "che si rivolgono ai giovani"
e pochi esempi di attività gestite "da giovani".
Ma forse anche perché in un contesto variegato e complesso
come il nostro (e per fortuna!) è proprio difficile trovare
attività "tipiche per soli giovani"! Forse
dunque la "categoria" in sé stessa non è
molto operativizzabile, insomma non aiuta molto a formulare
progetti ... salvo per la questione finanziaria, perché
la legge "giovani" prevede dei finanziamenti per attività
organizzate e gestite da "giovani".
L'anno scorso, a
San Martino, dove ho una bancarella delle pulci e vendo libri,
un sindacalista del Sud Italia mi ha
guardato scandalizzato, quando ho finito di presentargli
il progetto che si stava concretizzando a fatica e che un gruppo
di cui facevo parte stava difendendo e aiutando. Insomma, per
lui era inconcepibile, salvo poi capire la ragione finanziaria,
ragionare per categorie. Per lui era chiaro: i circoli culturali
e i centri sociali devono essere strutture aperte, multiculturali
e multigenerazionali. E come facevo a dargli torto, anzi, direi
proprio che la penso come lui. Per questo motivo credo sia utile
continuare a sostenere l'esperienza della Colonia, senza perdere
di vista il futuro di esperienze di aggregazione per la popolazione
tutta.
Intendo continuare
a riflettere e discutere della situazione attuale della Colonia,
certo, ma anche pensare che questi sono "i primi passi
di un progetto da realizzare nei prossimi anni", con e
per i giovani del Mendrisiotto. Le prospettive ci sono e se
comincio a pensare alla comunità territoriale combinata
con la comunità virtuale, alle microesperienze che si
sviluppano in varie realtà comunali e ad un centro regionale
di aggregazione e di valorizzazione dei progetti di giovani,
con un maggior/miglior utilizzo delle infrastrutture esistenti
...ma pure ad esperienze chiaramente intergenerazionali,
costruite insieme per noi tutti, i pensieri viaggiano molto
lontano e, almeno a me piace!
Riflessione
3 - 1 11 2003
La
situazione che si sta venendo a creare è piuttosto intrigante
e molto interessante. Essa suscita anche sentimenti di varia
natura, riguardo ai modi di procedere, a momenti di stallo,
a decisioni e indecisioni, a volte con tentativi di aggiudicare
responsabilità o addirittura colpe. Tutto "atteso"
direi, si tratta di un progetto delicato e innovativo, che richiede
molta pazienza e spirito di comprensione (comprendere = prendere
con sé, considerare, mettersi nei panni dell'altro e
anche "capire")
Ho
aggiornato le mie riflessioni e credo che il momento sia utile
per discutere anche di "concetti". Mi preoccupa sempre
la velocità decisionale se essa non è sostenuta
da una "tranquilla riflessione".
Immagino che le decisioni di lunedì 3 novembre saranno
determinanti per il futuro dell'Associazione e, soprattutto,
per il futuro che potrebbe avere un'esperienza di autogestione,
fortemente voluta e sostenuta. I ritmi e le strategie dell'autogestione
sfuggono a volte a coloro che non vi partecipano direttamente
e in permanenza: io sono uno di quelli.
Ho
sempre considerato l'AUTOGESTIONE come una forma organizzativa
che può favorire l'INTEGRAZIONE di gruppi specifici
nella Comunità e nella Società. Per questo motivo,
ma non solo, faccio parte di questo gruppo di sostegno e mi
adopero, con le mie piccole risorse, per sostenere il processo
in corso. Mi auguro che l'esperienza in corso, gestita da un
gruppo di giovani e meno giovani, permetta di consolidare questo
spirito, a vantaggio di chi sta oggi sperimentando e di chi,
tra pochi anni in fondo, potrà assumere responsabilità
nel progetto, sostituendo quelle persone che avranno definito
un loro progetto personale, familiare, sociale, professionale,
esterno allo spazio SPERIMENTALE che ognuno di noi sta
cercando di difendere.
Le
tre parole chiave messe in grassetto hanno per me un significato
che va ben al di là del dizionario. Il concetto che vi
sta dietro è articolato e presuppone una visione locale
- l'esperienza attuale, con le sue specifiche peculiarità
- e una visione globale - una visione diacronica che
favorisca il mantenersi di un progetto che ha un valore in se
stesso oltre che nelle sue traduzioni legate a periodi specifici,
limitati e comunque irripetibili. Il concetto considera anche
un'articolazione tra il dentro dell'esperienza - determinato
dalle regole del gioco che l'Associazione stabilisce oggi -
e il fuori - basato su regole del gioco definite da una
comunità allargata, Comune, Regione, Paese, in funzione
di bisogni e di priorità che considerano l'insieme della
quotidianità della popolazione e la complessità
del territorio. E infine, il concetto valorizza fortemente l'ottica
sperimentale, progettuale e creativa - che necessita
di spazi e tempi adeguati - e che dev'essere curata, affinché
la logica conseguenza delle sperimentazioni - trovare un senso
in quel che si é e in quel che si fa - sia elemento
di crescita della sperimentazione stessa e non di modifica
in attività ricorrenti di gestione di uno stato di soddisfazione.
L'argomento
è da sempre dibattuto, tra coloro che si interessano
di attività giovanili, ma non solo, certo! Basti pensare
al dibattito permanente sullo spazio da lasciare alla sperimentazione
letteraria e comunque artistica in ogni forma, oppure alle discussioni
sull'accettazione di stili e modi di vita che sono "altri"
rispetto a quanto si vive in un dato spazio e tempo o, ancora
le riflessioni su quanto debba essere guidata la crescita delle
nuove generazioni (bisogno di continuità culturale) e
quanto invece debba essere valorizzata la nascita di modi "nuovi"
d'essere, gestendo in ogni caso la contrapposizione o, meglio,
la complementarità tra ciò che si conosce e ciò
che si potrebbe scoprire.
Uno
spazio dato all'autogestione per definizione stessa (dato a..)
non è uno spazio autogestito, bensì uno spazio
in cui sperimentare forme di autogestione. Il sottile confine
tra la concezione assoluta di autogestione e il concetto operativo
che stiamo praticando a Mendrisio ci permette di ricordare l'importante
valenza educativa che sta dietro a questa esperienza (e scrivendo
ciò "mi sento" pensare che l'esperienza servirà
a consolidare principi a me cari quali l'assunzione di responsabilità,
la considerazione dell'altro, la ricerca di senso: in effetti,
detto in modo provocatorio, mi sento "educatore" che
sostiene una strategia utile alla crescita di chi la vorrà
vivere. Certo, chi volesse pensarsi in un'attività autogestita,
slegata da un contesto e da intenzioni "esterne" mal
sopporterà questo modo di dire le cose, a queste persone
vorrei dire che la negoziazione e la ricerca di un consenso
che "comprenda" l'esperienza autogestita è
a mio parere indispensabile, soprattutto per la concezione che
ho cercato di esprimere qui sopra, sulla base dei tre termini:
autogestione, integrazione, sperimentazione.
Non
so chi mi legge e se qualcuno legge. So che mi interessa riflettere
su quel che succede e mi interessa confrontare le mie idee,
pronto a discuterle e ad adattarle a concezioni più adeguate
per raggiungere quegli obiettivi che ho in testa e che mi piace
condividere con altri.
Riflessione
numero 4
Il
commento dell'11 novembre
Tra
poche righe interromperò il mio diario sulle vicende
collegate al Gruppo di sostegno dell'Associazione la Colonia
e, soprattutto, del progetto socio culturale di autogestione
di spazi da parte di giovani e per i giovani della regione.
-
sono molto deluso da questa "non" soluzione. Il Gruppo
di sostegno non è stato coinvolto, a meno che siano state
coinvolte solo singole persone, il che vuol dire la stessa cosa.
-
chi ha lavorato con me alla ricerca di una soluzione a vantaggio
di un progetto di autogestione di uno spazio socio culturale,
d'interesse pubblico, rivolto ai giovani del territorio e rispondente
alle esigenze e alle reali disponibilità, sa che ho sostenuto
fino in fondo le diverse proposte formulate in questi mesi e
che potevano offrire una continuità al progetto faticosamente
avviato a La Colonia.
-
una valutazione sull'interesse generale del progetto non è
stata fatta, o comunque io non ne ho avuta eco. La decisione
di rinunciare allo stabile ex Foft è a mio parere quasi
incosciente.
Lo stabile ex Foft è uno spazio che potrebbe / spero
che ci siano ancora margini per non perdere tutto! / diventare
un luogo di aggregazione, di progettazione e d'esperienza culturale
per giovani e non (penso sempre al circolo sociale), gestito
comunque da giovani.
Per
questo non riesco a capire quali criteri siano stati utilizzati
per declinare la proposta del Consiglio di Stato e del Municipio
di Mendrisio!
Un'Associazione si costituisce per raggiungere degli scopi che
devono avere a che fare con il benessere generale e con obiettivi
particolari.
In particolare la giovane Associazione (La Colonia) ha assunto
una responsabilità non da poco, togliendone tra l'altro
il mandato ad un'Associazione precedente (Alicante), che ha
dovuto lasciarle il posto dopo l'occupazione degli spazi de
La Colonia. Col senno di poi tutti possiamo chiederci cosa sarebbe
stato di un centro gestito da Alicante, con magari progetti
meno ambiziosi ma, chissà, forse con una visione di più
ampio respiro e più adattabile alla realtà.
È
possibile che il Municipio di Mendrisio tenti di salvare la
possibilità d'uso degli spazi dello stabile ex Foft per
attività collegate a progetti giovanili. Sarà
dura spuntarla, in assenza di un progetto e, soprattutto, visto
l'abbandono del campo da parte di coloro che avevano assunto
- anche con la forza - il compito di sviluppare un progetto.
-
forse che lo spazio in se stesso pone problemi a un progetto
da sviluppare su più anni?
- forse che i progetti di alcuni membri dell'Associazione non
collimano con i locali ex Foft?
- forse che ...?
Poco
importa: la scelta dei membri dell'Associazione La Colonia è
più che legittima e non sta certo a me metterla in discussione.
Non mi si chieda però di essere d'accordo sulle scelte
operate. Mi pongo delle domande e credo che siano legittime,
quelle.
Mi
sembra incredibile, ma questi sono problemi miei. Un collega,
nel corso di una manifestazione mi diceva: pare impossibile
che lo stabile ex Foft sia ancora libero: Se uno stabile così
interessante fosse situato in qualche paesotto della Svizzera
tedesca ... sarebbe occupato da anni ... per farci quel che
si sta sviluppando a La Colonia
AUGURI
a La Colonia: pare che con la lettera, i membri dell'associazione
auspicano una collaborazione con Municipio, in vista di trovare
"soluzioni alternative"!
Giorgio
Comi
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Diario
di Bordo
|
La storia continua,
dicembre 2004
Ultimamente
le cose a Mendrisio sembrano essere tornate a inizio ottocento,
quando le decisioni venivano prese nelle case dei notabili e non
nei consessi democrativi.
Una
commissione (la commissione giovani) certo, consultiva, ma con
un parere da dare, ha confermato in estate l'interesse di affidare
la conduzione della EX-FOFT al gruppo I GIULLARI DI GULLIVER,
associazione che aggrega persone di tutto il Mendrisiotto e oltre
e che ha al suo attivo numerose esperienze con giovani!
BELLA
SOLUZIONE! no?
E
invece ... il Municipio riceve il rapporto dell'Associazione "I
Giullari di Gulliver", ma sembra non essere interessato.
C'è in ballo altro ... infatti da lì a poco spunta,
ma guarda un po', il Teatro comico di Mendtrisio, sì, proprio
quello della Palmira mon amour. Altro gruppo benemerito, che nel
corso degli anni ha prodotto opere interessanti e ha aiutato numerose
associazioni, con cospicui versamenti, Dunque una "benemerita"
... Sì, va bene, ma con i giovani cosa ci starebbe a fare
cosa ... E qui salta fuori il Claudio Nauer, vicesindaco di casa
liberale, che, con un intervento acchiappatutto propone dalle
pagine dell'Informatore di comperare la EX-FOFT e di affidarla
alla Comica di Mendrisio.
Dell'altra
associazione non fa un cip, forse per non rischiare di
far sapere che esiste e che ha una bella idea, sottoposta al Municipio
da tempo?
I
Giullari di Gulliver reagiscono sull'Informatore, con interventi
chiari e competenti.
Stiamo
a vedere cosa succede, il Consiglio di Stato deve decidere entro
fine anno, poiché il contratto d'uso della superficie delle
Ferrovie federali scade proprio in dicembre e, senza un progetto
concreto, le Ferrovie potrebbero anche rinunciare a rinnovare
la concessione al Cantone.
Ora
c'è il Municipio di Mendrisio che, per il tramite del suo
vicesindaco afferma di avere i soldi per addirittura acquistare
l'immobile, ... o il vicesindaco (s)parlava a nome personale,
ma come si fa a parlare a nome personale quando si fa il vicesindaco
e si è citati con questa funzione negli articoli di giornale?
|

Riflessioni |
Riflessione
numero 5 (pensavo di fermarmi ma le vicende ...)
29
novembre 2004
La
stampa di questi giorni racconta di un’ennesima confusione,
tra realtà e finzione. Mi riferisco alle esternazioni del
vicesindaco di Mendrisio, che la scorsa settimana, da più
testate viene intervistato per annunciare che lo stabile Ex-Foft
sarà aggiudicato alle associazioni del Borgo. Ma se da due
anni si sta operando per trovare una soluzione adeguata alle esigenze
dei giovani del paese e della regione intera? Cosa non quadra? La
commissione giovani del comune, in estate ha aderito con entusiasmo
alla proposta dei Giullari di Gulliver, di cui sono conosciute le
intenzioni, indirizzate per iscritto al Municipio e ora, visto l’andazzo,
anche al Consiglio di Stato. Hanno proposto un progetto qualificante,
che li conferma come Associazione competente e interessata a vivacizzare
il contesto giovanile. Il documento descrive l’intenzione
di organizzare momenti culturali e animazioni di varia natura, oltre
che di integrare i giovani nella gestione di uno spazio d’incontro.
Dopo queste considerazioni fatico a capire la posizione del vicesindaco
di Mendrisio, certo, potrei capirlo, ma alla condizione di “pensar
male”. Ma non voglio farlo, perché abbiamo lavorato,
tutti insieme, per trovare una soluzione, a partire da tre anni
fa, quando il primo progetto per la “Colonia” fu inaspettatamente
abbandonato da chi l’aveva proposto e poi, quando nacque l’Associazione
Alicante, che consegnò al Comune e al Cantone centinaia di
firme a favore di uno spazio giovanile, e ancora quando negoziammo
pazientemente tra i giovani che avevano occupato la Colonia e Consiglio
di Stato per evitare un’evacuazione forzata e pure quando
creammo un gruppo di sostegno che accompagnò le esperienze
in atto, mediando tra le parti quando fu necessario, alla ricerca
di una soluzione stabile. Certo che se il vicesindaco ha davvero
già parlato a nome degli altri municipali, o di una loro
maggioranza, ... che bello schiaffo alla democrazia e che arroganza
ci sta scodellando tra sorrisi e fanfare in festa. Mi auguro che
nessuno si faccia male e che le Associazioni così solertemente
contattate siano attente a non diventare giocattoli nelle mani di
politici rampanti? E questa sarebbe la lezione civica preparata
per avvicinare i giovani alle istituzioni e interessarli alla vita
della quotidianità? Caro vicesindaco, c’è sempre
il tempo per tornare sui propri passi e i fondo, annullare impegni
sbagliati è anche onorevole!
Giorgio
Comi
Mendrisio
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040305
La
politica è sempre "gestione del potere" e sembra
così che anche questa volta non sarà una riflessione
fondata su competenze professionali in materia di esigenze giovanili,
ma una "non" riflessione, fondata sul "buon senso",
sull'idea che "di queste cose se ne parla tutti i giorni e
ognuno sa bene cosa deve fare", sulla valutazione degli "interessi
in gioco".
Ma
i gruppi attenti al processo in corso non si lasciano ancora prendere
dallo sconforto.
La situazione tragicomica, ricorda i tempi della "spartizione
della torta", epoca mai superata, anche nel nostro Paese.
E
se dev'essere anche un po' comica, divertiamoci in piazza, con un
Centro sociale autogestito itinerante.
E
se dev'essere un po' tragica, giochiamo fino in fondo la commedia
con proposte teatrali, produzioni spontanee, eventi artistici coinvolgenti,
per grandi e ragazzi.
Prima
esperienza, sabato 26 febbraio 2005 nel Piazzale alla Valle di Mendrisio
Bene! |
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Mi sono fermato
qui. Aspettiamo le decisioni del Municipio, che ormai ha in mano la
cosa e farà, bene o male, quel che meglio crede. La democrazia
vuol anche dire che chi riceve un mandato, può scegliere se
servire o gestire il potere! Chi ha ricevuto il
mandato e lo interpreta in forma di potere, può decidere di
gestirlo come vuole e se la popolazione continua a dire che va bene
così ... tempi grami. |
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